BIO…..LOGICO/DINAMICO/GRAFICO

Nel momento che mi usate la parola BIO per definire le capre dal cui latte vengono fatti i formaggi di capra, specificandomi nella e-mail che è latte biologico, si può desumere un primo tentativo di voler truffare il cliente.

Per regolamento CEE di cui poi se vorrete vi faccio avere il testo della legge valido anche per l´Italia, la dicitura formaggi di capra BIO, come tutte le diciture che specificano la proveninza Biologica di un prodotto, è sanzionabile se manca il certificato degli enti preposti a controllare, ed in più è sanzionabile pure una persona che fa un prodotto fresco con materie prime tutte biologiche, le vende con la Vostra dicitura, ma lui stesso non è certificato.

Per legge la persona ed il distributore sono sanzionabili per frode, con conseguenze penali.

Ora la sfiga Vostra è che io oltre ad avere una moglie che ha un negozio di prodotti biologici, lavori per l´azienda sotto riportata, di cui maggior azionista è l´ Agenzia delle Entrate, e questa legge l´abbia studiata più volte per evitare problemi al negozio, e quando poi succedono queste cose mi incazzo.

Non tanto per il fatto che probabilmente il produttore di formaggi e Voi siate in buona fede(concediamolo), ma sopratutto perchè invece di dire si ci spiace abbiamo sbagliato il produttore non è certificato e la dicitura non è molto chiara, mi specificate che sul Vostro listino c´è scritto formaggi italiani di capra BIO.

In più, nel foglio in mio possesso, la dicitura dice : prodotti alimentari di qualità -FORMAGGI DI CAPRA BIO DISPONIBILI DA LUNEDI´ 29/09/2008 e sotto la dicitura FORMAGGI ITALIANI di CAPRA BIO in cui si evidenziano le diciture Italiani e Bio.

Non stò a perdere altro tempo, per ulteriori chiarimenti se volete possiamo ritrovarci nelle opportune sedi e discuterne, altrimenti visto l´amicizia e la buona fede del Sig.Adolfo Rizzardelli eliminocome già fatto vista la lunghezza dei tempi della Vostra risposta, i prodotti dal banco frigo e rimango in attesa di un Vostro ritiro immediato della rimanenza della merce non venduta.

Per quella venduta e da noi assaggiata(e devo dire molto buona), vi faremo avere regolare bonifico bancario alle coordinate che ci specificherete.

Cordiali saluti.

Ciao

Lolli Vittorio
Area Piemonte
Ufficio procedure concorsuali

Vittorio Lolli

Brunello di Montalcino

Ciao Adolfo!Lo sai che il Ministro Luca Zaia ha istituito un Comitato
di garanzia con il compito di coordinare e supervisionare
l´attivita´ di controllo del Consorzio sulla produzione del vino DOCG
Brunello di Montalcino; e dei vini DOC Rosso di Montalcino,
Moscadello di Montalcino e Sant´Antimo.
Per un periodo di 6 mesi! A questo Comitato ha affidato il compito di verificare la rispondenza del piano dei controlli del Consorzio in particolare la composizione ampelografica e alle tecniche vitivinicole.
Brunello sotto la lente di ingrandimento!

da:

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Dipartimento delle Politiche Europee ed Internazionali

Direzione Generale delle Politiche Comunitarie e Internazionali di Mercato

Ufficio POCOI V

Via XX Settembre, 20

00187 Roma

Dott.ssa Milena Battaglia

La pasta: sazia e fa bene (anche alla linea)

La dieta mediterranea, lo stile alimentare che i dietologi di tutto il mondo indicano come il più giusto per un´esistenza sana e duratura, annovera tra i suoi elementi fondamentali la pasta.

Infatti, il consumo in abbondanza di prodotti a forte contenuto di amidi (pasta, pane, riso, patate) contribuisce, assieme all´elevato consumo di frutta e verdura, a garantire alle popolazioni mediterranee un´incidenza dei casi di arteriosclerosi nettamente inferiore rispetto a quelle del Nord Europa e del Nord America.

In queste zone, dove la tradizione culinaria privilegia carne, formaggi e in generale i cibi ricchi di grassi saturi e poveri di amidi e fibra, la popolazione soffre di problemi di cuore e di linea più gravi dei nostri.

La pasta ha molti vantaggi: è un alimento estremamente versatile, e può essere consumata sia come primo piatto che come piatto unico, a seconda del condimento che riceve; inoltre, a differenza di quanto molti pensano, non è affatto ipercalorica o ´´grassa´´, quindi non è pericolosa per la linea e per il cuore.

Difatti, un etto di pasta all´uovo cruda contiene 360 calorie e solo due grammi e mezzo di grassi: valori abbastanza contenuti (soprattutto quello dei lipidi), che diventano ancora più favorevoli, perfino per chi sta seguendo una dieta dimagrante, quando la pasta viene cotta.

Bisogna infatti considerare che la pasta viene di solito venduta ´´secca´´, ma assorbe molta acqua durante la cottura, fino quasi a triplicare il proprio peso, cosa che invece non accade, ad esempio, per le carni, il cui basso valore energetico iniziale (120-200 calorie/etto) aumenta con la cottura a causa della rilevante perdita di acqua. Quindi, con una porzione media di pasta, 80 grammi, ci saziamo molto di più che con una porzione di 120-140 grammi di carne o pesce, e l´apporto calorico è quasi equivalente (leggermente superiore per la pasta).

Oltre alla grande capacità saziante, la pasta è preziosa per due dei suoi ingredienti base: le fibre e soprattutto l´amido. L´amido è un carboidrato complesso che, ingerito, viene trasformato in zucchero semplice (glucosio), e quindi inviato alle cellule.

Questo procedimento richiede tempo ed è per questo che la pasta tiene lontana la sensazione di fame a lungo; inoltre, si evitano quei pericolosi picchi glicemici che un eccessivo consumo di zuccheri semplici (cioè di dolci), può provocare.

Infatti, gli zuccheri semplici, che non necessitano di trasformazione, entrano nel circolo sanguigno più rapidamente cosa che non accade per gli amidi, e per questo persino chi soffre di diabete può permettersi di mangiare un buon piatto di spaghetti.

Ciò che è molto importante, soprattutto per chi ha qualche problema di salute o deve perdere peso, è la scelta del condimento: è molta la differenza tra un piatto di penne al pomodoro e basilico ed una carbonara, e anche chi non ha particolari problemi dovrebbe stare attento al consumo eccessivo di piatti conditi in maniera troppo ricca.

Comunque, come si è detto, la pasta è un alimento estremamente versatile: così un accompagnamento ricco ma scelto con saggezza (ad esempio pasta con fagioli o lenticchie) dà origine ad un ottimo piatto unico, bilanciato nel contenuto di amidi, proteine e grassi.

Questa può essere una soluzione adatta a chi, per lavoro, è costretto ad un pranzo veloce fuori casa: un piatto unico di pasta, accompagnato da un´insalata, fornirà all´organismo tutto ciò di cui ha bisogno.

Olio di oliva

ROMA – Sugli scaffali dei supermercati è straniero l´olio di oliva contenuto quasi in una bottiglia su due, ma ai consumatori vengono presentate tutte come italiane perché sulle etichette non è obbligatorio indicare l´origine delle olive ed è quindi possibile ´spacciare´ come Made in Italy miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine. E´ quanto denuncia la Coldiretti che ha avviato una raccolta di firme per l´obbligo di indicare in etichetta l´origine delle olive impiegate nell´olio, alla quale hanno già aderito Wwf, Lipu, Legambiente, Symbola, Consiglio diritti genetici (CdG), Vas, Club Papillon, Federconsumatori, Adusbef, Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Aiab. Una mancanza di trasparenza, osserva l´organizzazione agricola, che pesa sulla raccolta delle olive in corso in tutta Italia che prevede per il nuovo anno un calo del 4% nella produzione nazionale che raggiungerà, secondo i dati Ismea, appena 6,3 milioni di quintali mentre si registra un contestuale incremento record del 32% di quella spagnola per un totale di 10 milioni di quintali. ´´Il mercato nazionale rischia dunque di ´affogare´ in un mare di olio iberico senza che i consumatori – sottolinea la Coldiretti – possano fare scelte di acquisto consapevoli. Una perdita di valore per la produzione nazionale tanto che, sulla base di elaborazioni Coldiretti sui dati Istat relativi all´inflazione, le olive in campo vengono pagate meno di un terzo dei prezzi versati dai consumatori al supermercato´´. Una situazione che peraltro mette a rischio gli oliveti italiani che possono contare su 250 milioni di piante, molte delle quali secolari o situate in zone dove contribuiscono al paesaggio e all´ambiente. Un patrimonio della cultura alimentare mediterranea e, come conferma la conferenza dell´Oms, ´´un baluardo nei confronti delle malattie e dell´obesità che – sostiene l´organizzazione – ha garantito, insieme a pane, pasta, frutta, verdura e al tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari, la conquista da parte degli italiani del primato dei meno grassi e della forma fisica in Europa, con il miglior rapporto tra peso e altezza, calcolato in base a un indice di massa corporea comunitario (0,408 rispetto a 0,425)´´. Per non mettere a rischio la credibilità del Made in Italy sui mercati esteri ´´servono scelte di trasparenza con l´obbligo di indicare in etichetta l´origine delle olive impiegate nell´olio commercializzato, come peraltro – ha affermato il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni – abbiamo chiesto per tutti gli alimenti con la nostra iniziativa di legge popolare che ha portato all´approvazione della legge 204 del 2004 con il sostegno di un milione di firme di cittadini-consumatori, rappresentanti istituzionali, associazioni dei consumatori e ambientalisti. Occorre evitare che all´estero si radichi un falso Made in Italy che non ha nulla a che fare con il territorio nazionale, come nel caso dell´olio di oliva extravergine ´Romulo´ scoperto dalla Coldiretti in un supermercato di Shanghai in Cina che riporta in etichetta tanto di lupa del Campidoglio e gemelli ma proviene dalla Spagna´´.

fonte:Ansa.

L’oliera al ristorante è vietata da un articolo di legge?

OGGETTO: D.L. 2/2006 – Approvazione al Senato di un emendamento che introduce il divieto per i pubblici esercizi di proporre al consumo oli di oliva non etichettati.

È stato approvato al Senato, nell’ambito della conversione in legge del D.L. 2/2006 in materia di agricoltura e agroindustria l’emendamento in oggetto, proposto dalla Senatrice De Petris ed altri.

La disposizione, che passa ora all’esame della Camera dei deputati per la definitiva approvazione ( è prevista la discussione per il prossimo 14 febbraio) è valutata positivamente dalla Federolio, anche se dovranno essere attentamente vagliate le misure di concreta approvazione.

Il testo dell’art 4 del decreto legge comprensivo dell’emendamento approvato, desunto dal documento di lavoro del Senato, è trasmesso in allegato.

Con i migliori saluti.

IL DIRETTORE GENERALE
(Tullio Forcella)

All.: 1

Conversione in legge del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, recante interventi urgenti per i settori dell´agricoltura, dell´agroindustria, della pesca, nonché´ in materia di fiscalità d´impresa (3723)

(V. nuovo titolo)
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, recante interventi urgenti per i settori dell´agricoltura, dell´agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d´impresa (3723)

Articolo 4.
(Rafforzamento del contrasto alle frodi agroalimentari e ambientali)
1. Agli appartenenti ai ruoli degli operatori e collaboratori del Corpo forestale dello Stato è attribuita la qualifica di agente di polizia giudiziaria e agli appartenenti ai ruoli dei revisori e dei periti del medesimo Corpo è attribuita la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, limitatamente alle funzioni esercitate. Il Ministro dell’interno, su proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali, può altresì attribuire con proprio decreto la qualifica di agente di pubblica sicurezza al personale di cui al presente comma, limitatamente alle funzioni esercitate. All’onere relativo alle spese di formazione del predetto personale si provvede nell’ambito delle esistenti dotazioni di bilancio all’uopo finalizzate.
2. All’articolo 1, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 297, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’alinea le parole: «ad una denominazione protetta», sono sostituite dalle seguenti: «ad una o più denominazioni protette»;
b) al numero 1), le parole: «quando la denominazione è il componente esclusivo della categoria merceologica di appartenenza e gli utilizzatori del prodotto composto, elaborato o trasformato» sono sostituite dalle seguenti: «quando gli utilizzatori del prodotto composto, elaborato o trasformato».
3. Gli articoli da 13 a 23 della legge 14 febbraio 1990, n. 30, sono abrogati. Alle violazioni previste dalla citata legge n. 30 del 1990 si applicano le sanzioni di cui al decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 297.
4. I controlli di competenza del Ministero delle politiche agricole e forestali, prescritti dal Regolamento CEE n. 4045/1989 del Consiglio, del 21 dicembre 1989, concernenti gli aiuti comunitari erogati nel settore agricolo, sono svolti dal Corpo forestale dello Stato e dall’Ispettorato centrale repressione frodi, secondo le modalità previste con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Emendamento 4.3
DE PETRIS, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE ZULUETA, DONATI, RIPAMONTI, TURRONI, ZANCAN
Approvato

Dopo il comma 4, aggiungere i seguenti:

«4-bis. Al fine di prevenire le frodi nel commercio dell’olio d’oliva ed assicurare una migliore informazione ai consumatori, è fatto divieto ai pubblici esercizi di proporre al consumo, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, olio di oliva in contenitori non etichettati conformemente alla normativa vigente.

4-ter. In caso di violazione delle disposizioni di cui al comma 4-bis, si applica a carico degli esercenti la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 3.000».

www.federolio.it