L’inconsistenza del verosimile…

Le camicie rimangono attillate alla pelle quando la calura estiva sembra non voler mollare la presa.

I guanti stringono le dita quando è il freddo a renderle sottili e rugose.

Gli anelli abbandonano i loro cofanetti per allargare le prospettive di chi li riceve e dar spessore al futuro insieme.

Le scale aspettano tacchi che le salgano e calze che le scendano, perché la vita è fatta di vestiti da smettere e conforto da regalare.

E poi… la luce a spegnersi, il sole ad addormentarsi sulle piccole dune di Les Illetas e infine i profumi lontani di vaniglia e mirto finché… finché un giorno l’inverosimile…

Le camicie trovano i ripiani nascosti dei nostri armadi; i guanti dita oltremodo gonfie e gli anelli comodini sui quali venire dimenitcati.

Ed ecco il sole, la luce di nuovo e la salsedine ancora… affidate a schermi colorati, a fogli ingialliti forse per sempre o forse solo per il confine di “un punto e a capo”.