Raccontare un ristorante

Ci sono diversi modi per vivere l’emozione e l’ospitalità di un ristorante e dello chef che vi lavora.

I piatti raccontano molto di più di un equilibrio di sapori e profumi o un gioco di consistenze e colori.
È questo “di più″, che permette di raccontare la ristorazione… a modo mio…

http://www.hotel-laperla.it/it/leccornie/la-st%C3%BCa-de-michil/4-0.html

… Come sale e zucchero…

Partirò cercando l’orto e i suoi profumi tra cemento e finestre di edifici grigi nel tepore primaverile, imponenti nel loro rimanere negli anni. Nasconderò il viso tra le mani pensandoti nei tramonti assonnati e nelle albe agitate. Cuocerò olive, pomodori e gamberi trovando consistenze e colori che tu mi hai insegnato a rincorrere. Appoggerò le spalle stanche a mura di legno e soffitti di stelle, pur di non disperdere il profumo della vita. Spingerò fino al limite i ricordi perché dalla pancia arrivino fin oltre ai pensieri più antichi e ai sogni più imprevisti. Sosterrò gli sguardi sconosciuti per incontrarvi un insolito specchio del mio essere così assurda. Ammiccherò alla polvere, che cadrà dalle mie valigie, sperando che vi sia un po’ di te. Toccherò, terrò, solleverò, stringerò con mani attente le solitudini che incontrerò fino a poterle comprendere. E, un giorno, in un soffio te le racconterò.

L’inconsistenza del verosimile…

Le camicie rimangono attillate alla pelle quando la calura estiva sembra non voler mollare la presa.

I guanti stringono le dita quando è il freddo a renderle sottili e rugose.

Gli anelli abbandonano i loro cofanetti per allargare le prospettive di chi li riceve e dar spessore al futuro insieme.

Le scale aspettano tacchi che le salgano e calze che le scendano, perché la vita è fatta di vestiti da smettere e conforto da regalare.

E poi… la luce a spegnersi, il sole ad addormentarsi sulle piccole dune di Les Illetas e infine i profumi lontani di vaniglia e mirto finché… finché un giorno l’inverosimile…

Le camicie trovano i ripiani nascosti dei nostri armadi; i guanti dita oltremodo gonfie e gli anelli comodini sui quali venire dimenitcati.

Ed ecco il sole, la luce di nuovo e la salsedine ancora… affidate a schermi colorati, a fogli ingialliti forse per sempre o forse solo per il confine di “un punto e a capo”.